Lista sanzioni OFAC — guida per le imprese italiane
La lista OFAC SDN riguarda le imprese italiane tramite sanzioni secondarie, bonifici in USD e contratti con clausola di compliance. Scopri quando e come verificare la controparte.

OFAC, ossia l’Office of Foreign Assets Control (Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri) presso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, gestisce la lista SDN — Specially Designated Nationals and Blocked Persons List — una delle liste di sanzioni più ampiamente applicate al mondo.1 Formalmente è diritto statunitense, che riguarda i soggetti collegati agli Stati Uniti. In pratica, però, tocca le imprese italiane in ogni situazione in cui entrano in gioco bonifici in dollari, controparti con esposizione al mercato USA o contratti con una clausola di compliance. Questo articolo spiega in che cosa la lista OFAC si distingue dalla lista UE, quando e come verificarla e cosa fare quando emerge una corrispondenza.
Stato del diritto al: 2026-05-20.
TL;DR
- OFAC (ingl. Office of Foreign Assets Control) è un’agenzia del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti; gestisce la lista SDN (Specially Designated Nationals) che contiene persone ed entità soggette alle sanzioni statunitensi.1
- La lista OFAC riguarda l’impresa italiana in modo indiretto, ma reale — quando regoli i pagamenti in USD, hai una controparte con esposizione agli USA o nel contratto hai una clausola sulle sanzioni.
- Le sanzioni secondarie (secondary sanctions) sono lo strumento con cui gli USA possono tagliare fuori un’impresa non statunitense dal sistema del dollaro per aver collaborato con un soggetto della lista SDN — anche senza alcun collegamento con gli Stati Uniti.
- La regola del 50% vale per l’OFAC esattamente come nel diritto UE: un’entità controllata per oltre il 50% da un soggetto della lista SDN è trattata come se fosse essa stessa iscritta in lista.
- Il motore di ricerca delle controparti lo trovi gratuitamente all’indirizzo sanctionssearch.ofac.treas.gov — è il servizio ufficiale OFAC Sanctions List Search.
- La lista OFAC e la lista UE sono due sistemi distinti — non si può presumere che la verifica dell’una sostituisca la verifica dell’altra.
- In caso di corrispondenza: non eseguire l’operazione, congela i fondi e consulta un avvocato o un responsabile compliance prima di compiere qualsiasi passo successivo.
Che cos’è l’OFAC e la lista SDN
OFAC — Office of Foreign Assets Control, in italiano Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri — è un’agenzia del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, responsabile dell’amministrazione dei programmi di sanzioni economiche statunitensi.1 Non è un organo giudiziario né di polizia: l’OFAC opera tramite divieti amministrativi e congelamenti di beni, e le sue decisioni hanno effetto immediato.
Il prodotto di punta dell’OFAC è la lista SDN — Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (Lista delle Persone Specificamente Designate e dei Soggetti Bloccati). Questa lista contiene nomi di persone fisiche, denominazioni di imprese, nomi di navi e identificativi di aeromobili i cui beni nella giurisdizione USA sono bloccati e con cui ogni operazione è vietata.1 Oltre alla lista SDN, l’OFAC gestisce anche liste settoriali, le cosiddette SSI (Sectoral Sanctions Identifications) e altre — queste non bloccano i soggetti integralmente, ma limitano determinate categorie di operazioni.
Il file grezzo con la lista SDN può essere scaricato gratuitamente dal sito dell’OFAC — è disponibile in più formati, tra cui XML e CSV. Per la verifica quotidiana serve il motore di ricerca Sanctions List Search all’indirizzo sanctionssearch.ofac.treas.gov.1 Questo strumento è gratuito, ufficiale e consente la ricerca per nome, località, Paese, numero di documento e codice del programma di sanzioni.
Perché un’impresa italiana deve conoscere la lista OFAC
Qui sorge la domanda classica: «È diritto USA — perché un’impresa italiana di Milano dovrebbe preoccuparsene?». La risposta sta in quattro scenari. Ciascuno di essi può riguardare la tua impresa, anche se non operi negli Stati Uniti e non hai laggiù neppure un cliente.
Pagamenti in dollari statunitensi
Ogni bonifico in dollari — indipendentemente da dove parte e dove arriva — passa attraverso banche corrispondenti negli USA. Queste banche sono soggetti di diritto statunitense e hanno l’obbligo di filtrare le operazioni in base alla lista SDN. Se sul percorso del tuo bonifico compare una persona o un’entità della lista OFAC, la banca corrispondente blocca l’operazione e può congelare i fondi in transito — a prescindere dalla tua conoscenza e dalle tue intenzioni. Per la tua impresa questo significa: pagamenti ritardati o persi, conti bloccati, costi di chiarimento. Questo meccanismo lo approfondiamo nell’articolo su come le sanzioni incidono sui pagamenti e i bonifici.
Controparti con esposizione al mercato USA
Il tuo partner commerciale può non essere lui stesso sulla lista SDN, ma avere un titolare effettivo (UBO) che lo è. Se questo titolare possiede oltre il 50% delle quote o esercita un controllo effettivo sull’impresa, allora — in base alla regola del 50% OFAC — l’intera impresa è trattata come soggetto bloccato. Entri quindi in un’operazione con un soggetto «in lista» senza averne alcuna consapevolezza.
Contratti con clausola sulle sanzioni
Nei contratti commerciali standard, soprattutto con partner dell’Europa occidentale e degli USA, compare sempre più spesso una clausola di compliance che contiene l’impegno a rispettare le «applicable sanctions, including but not limited to OFAC regulations». Se firmi un contratto del genere e poi risulta che il tuo subfornitore è sulla lista SDN — violi il contratto a prescindere dal fatto che tu abbia violato o meno il diritto nazionale. La conseguenza è la risoluzione del contratto per cause a te imputabili e potenziali richieste di risarcimento.
Sanzioni secondarie — il rischio più grave
Le sanzioni secondarie (ingl. secondary sanctions) sono lo strumento con cui gli USA possono punire un soggetto fuori dalla propria giurisdizione per aver svolto un’attività rilevante con determinati programmi di sanzioni — anzitutto con l’Iran, con selezionati soggetti russi e con i settori coperti dalle sanzioni USA verso Russia e Bielorussia. Il meccanismo è semplice: se la tua impresa svolge ripetutamente e consapevolmente operazioni con un soggetto sottoposto a sanzioni secondarie USA, l’OFAC può iscrivere la tua impresa sulla lista SDN. Da quel momento nessuna banca al mondo che regoli i pagamenti attraverso il sistema del dollaro può più lavorare con te. È un blocco effettivo dell’accesso ai mercati internazionali che, per un’impresa esportatrice o importatrice, significa la fine dell’attività.
Le sanzioni secondarie sono applicate in modo selettivo — soprattutto verso i grandi operatori o le imprese che agiscono palesemente come intermediari per eludere le sanzioni. Di come funzionano questi schemi e del perché attirino l’attenzione delle autorità di controllo parliamo nell’articolo sull’elusione delle sanzioni attraverso Paesi terzi. Per una piccola impresa italiana il rischio di iscrizione diretta è basso. Il rischio indiretto — il blocco dei bonifici da parte delle banche corrispondenti che agiscono in via precauzionale — è invece reale e si verifica più di frequente.
Lista OFAC e lista UE — le differenze chiave
Molte imprese presumono che la verifica della lista consolidata UE (Consolidated List gestita dalla DG FISMA)2 sia sufficiente e includa anche la lista OFAC. È un errore. Le liste sono gestite da due sistemi giuridici distinti, differiscono per ambito soggettivo, base giuridica e meccanismo di enforcement.
| Caratteristica | Lista UE (Consolidated List) | Lista OFAC SDN (USA) |
|---|---|---|
| Organo gestore | DG FISMA (Commissione europea)3 | U.S. Department of the Treasury / OFAC1 |
| Base giuridica | Regolamenti del Consiglio UE, tra cui n. 269/20144, n. 833/20145 | Executive Orders USA e leggi federali |
| Applicabilità diretta in Italia | SÌ — i regolamenti UE sono direttamente applicabili6 | NO — riguarda direttamente le U.S. persons e le operazioni in USD |
| Ambito soggettivo | Persone/imprese di circa 30+ regimi (Russia, Bielorussia, Iran, Corea del Nord e altri) | Soggetti di decine di programmi di sanzioni USA — spesso più ampio della lista UE |
| Regola del 50% / controllo | SÌ — oltre il 50% delle quote o controllo7 | SÌ — regola del 50% analoga, ma definita dalle OFAC FAQ |
| Strumento di ricerca | EU Sanctions Map (sanctionsmap.eu)8; FSD (webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf)2 | Sanctions List Search (sanctionssearch.ofac.treas.gov)1 |
| Frequenza di aggiornamento | Molto frequente — dopo ogni pacchetto di sanzioni | Molto frequente — l’OFAC aggiorna la lista SDN in tempo reale |
| Sanzione per la violazione in Italia | Sanzione amministrativa da 5.000 a 500.000 euro (art. 13 d.lgs. 109/2007)9 | Sanzioni OFAC in USD (per i soggetti con US nexus); rischio di sanzioni secondarie |
Conclusione chiave: la verifica della lista UE non sostituisce la verifica OFAC e viceversa. Una persona può essere sulla lista SDN e non sulla lista UE — e viceversa. La prassi minima per un’impresa italiana con movimentazione in USD è la verifica in entrambi i database.
Se vuoi conoscere il confronto completo di tutte le principali liste di sanzioni (UE, ONU, OFAC e quelle nazionali), leggi l’articolo liste di sanzioni UE, ONU, OFAC — guida.
Come verificare una controparte sulla lista OFAC — passo dopo passo
L’OFAC mette a disposizione un motore di ricerca gratuito, Sanctions List Search, all’indirizzo sanctionssearch.ofac.treas.gov.1 Di seguito è descritto il processo di verifica — dall’accesso al sito alla documentazione dell’esito.
Passo 1: Accedi al sito Sanctions List Search
Apri il browser e vai su sanctionssearch.ofac.treas.gov. È il servizio ufficiale del governo USA — nessun altro motore di ricerca è una fonte autorizzata dell’OFAC. Il sito è gratuito e non richiede registrazione.
Passo 2: Seleziona l’ambito delle liste
Per impostazione predefinita il motore di ricerca interroga simultaneamente tutte le liste OFAC, compresa la lista SDN e le liste settoriali (SSI, NS-MBS e altre). Puoi restringere l’ambito alla sola SDN, ma per la verifica di una controparte è consigliabile lasciare attivi tutti i programmi.
Passo 3: Inserisci i dati della controparte
Nel campo di ricerca inserisci la denominazione dell’impresa oppure il nome e il cognome della persona. Il motore supporta la ricerca approssimata (fuzzy matching) — restituisce risultati foneticamente simili. Imposta il cursore della soglia di somiglianza (Similarity Score): il valore 100 indica una corrispondenza esatta, il valore 80–85 è un buon compromesso tra certezza e sensibilità.
Suggerimento: cerca anche le varianti di traslitterazione — se verifichi una persona con un cognome russo o ucraino, prova diverse versioni della grafia in caratteri latini (ad es. «Ivanov», «Iwanov», «Ivanoff»). La lista SDN contiene gli alias, ma non sempre tutte le varianti possibili.
Passo 4: Analizza i risultati
Ogni risultato contiene: nome o denominazione, alias, Paese, data di nascita (se nota), numero identificativo (passaporto, numero di registrazione dell’impresa) e numero del programma di sanzioni. Non basta la coincidenza del solo nome — devi confrontare gli identificativi: data di nascita, Paese di residenza, numeri di documento. Due persone con lo stesso cognome sono un falso positivo frequente.
Passo 5: Verifica il titolare effettivo (UBO)
La verifica della sola controparte senza il controllo del suo titolare effettivo (UBO) è una verifica incompleta. Se l’entità è di proprietà di una persona della lista SDN per oltre il 50%, l’entità stessa è trattata come bloccata — anche se la sua denominazione non compare tra i risultati (vedi: Regola del 50% qui sotto). Acquisisci la visura camerale, l’atto costitutivo o il registro delle imprese del Paese di registrazione della controparte e verifica la struttura proprietaria — la procedura completa la descriviamo nell’articolo sulla verifica della controparte rispetto alle sanzioni.
Passo 6: Documenta l’esito
Indipendentemente dal fatto che l’esito sia CLEAR oppure POSSIBLE — registra la data e l’ora della verifica, la versione della lista (visibile sul sito OFAC al termine della ricerca), i dati inseriti e l’esito ottenuto. Questa registrazione è la tua prova della dovuta diligenza. Conservala insieme alla documentazione dell’operazione — può servire in caso di controllo della Guardia di Finanza10 o di domande da parte della banca corrispondente.
La regola del 50% nell’OFAC
La regola del 50% (ingl. 50% rule) è uno dei temi più importanti e più spesso trascurati nella verifica OFAC. Il suo senso è semplice: un’entità di proprietà per oltre il 50% di una persona o di un’impresa iscritta sulla lista SDN è trattata come soggetto bloccato — a prescindere dal fatto che la sua denominazione figuri sulla lista.1
Ciò significa in pratica che la verifica della lista OFAC tramite la sola ricerca della denominazione dell’impresa è insufficiente, se non verifichi al contempo la struttura proprietaria. Se la controparte è una società a responsabilità limitata di cui il 51% delle quote appartiene a una persona della lista SDN — e questa società non è essa stessa in lista — l’operazione con questa società viola comunque le sanzioni OFAC.
La regola del 50% ha anche applicazione cumulativa: se due persone della lista SDN possiedono rispettivamente il 30% e il 25% delle quote di una società, la loro quota complessiva è del 55% — la società è bloccata. Verifichi quindi non solo un titolare, ma l’intera struttura azionaria.
Un principio analogo vale nel diritto UE, dove la soglia di proprietà o di controllo che consente di assoggettare un’entità alle sanzioni è superiore al 50%.7 La differenza sta nel fatto che il diritto UE applica anche il criterio del controllo — si può assoggettare un’entità alle sanzioni se una persona della lista esercita su di essa un controllo effettivo anche con una quota di proprietà inferiore. Nella pratica l’OFAC adotta un approccio analogo, ma lo formula in FAQ e linee guida separate (OFAC Guidance).
Cosa fare in caso di corrispondenza
Una corrispondenza sulla lista OFAC — ossia un esito MATCH o anche un ambiguo POSSIBLE — è una situazione che richiede l’arresto immediato dell’operazione e una condotta prudente. Di seguito sono descritti i passi che dovresti compiere.
1. Ferma l’operazione
Non eseguire il pagamento, non consegnare la merce, non erogare il servizio. Ogni operazione con un soggetto sottoposto a sanzioni OFAC — anche involontaria — può avere gravi conseguenze finanziarie e reputazionali per la tua impresa e per la banca attraverso cui trasferisci i fondi.
2. Congela i fondi, se sono già arrivati
Se un soggetto della lista SDN ha già effettuato un versamento sul tuo conto o ti ha trasferito fondi in altra forma, sei tenuto a congelarli (bloccarli). Non puoi restituirli senza un’autorizzazione dell’OFAC — anche la restituzione dei fondi è un’operazione che può violare le sanzioni.
3. Distingui POSSIBLE da MATCH
L’esito POSSIBLE (possibile corrispondenza — coincidenza incompleta) non è la stessa cosa del MATCH (corrispondenza confermata). In caso di esito POSSIBLE dovresti raccogliere ulteriori informazioni identificative dalla controparte (numero del documento d’identità, numero di registrazione dell’impresa, indirizzo) e confrontarle con i dati della lista SDN. Solo dopo questa verifica decidi se hai a che fare con un falso allarme o con una corrispondenza effettiva. Documenta per iscritto l’intera procedura.
4. Consulta un avvocato o un responsabile compliance
Una corrispondenza sulla lista OFAC è una situazione che richiede una valutazione giuridica, non una decisione operativa. Contatta un avvocato specializzato in diritto delle sanzioni prima di compiere qualsiasi passo successivo — compresa la segnalazione alle autorità.
5. Presenta una segnalazione, se ne hai l’obbligo
Se sei un soggetto con US nexus (ad es. hai una controllata negli USA, regoli i pagamenti tramite una banca con sede negli USA), puoi avere l’obbligo di segnalare la corrispondenza all’OFAC. Per un’impresa italiana senza US nexus questo obbligo non si applica direttamente — ma la tua banca corrispondente può avere proprie procedure di segnalazione, che si attivano automaticamente in caso di blocco dell’operazione.
In Italia le corrispondenze con le liste di sanzioni (comprese le situazioni legate alle sanzioni OFAC, quando toccano flussi attraverso conti italiani) possono essere soggette a segnalazione all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia)11 tramite la segnalazione di operazione sospetta (SOS), oppure all’attenzione della Guardia di Finanza10 — a seconda del contesto del caso. L’obbligo di segnalazione e la sua portata è bene chiarirli con un avvocato prima di una potenziale corrispondenza, e non nel pieno della crisi.
FAQ — lista sanzioni OFAC per le imprese italiane
La lista OFAC SDN vincola un’impresa italiana?
Direttamente no — la lista SDN è diritto USA, riguarda le U.S. persons e le operazioni nel sistema finanziario statunitense.1 Indirettamente sì, in quattro situazioni: pagamenti in USD (clearing tramite banche USA), controparte o UBO con esposizione USA, contratto con clausola sulle sanzioni che include l’OFAC, esportazione di beni con componenti di origine statunitense (U.S.-origin). In assenza di qualsiasi punto di contatto con gli USA il rischio diretto è minimo — ma il blocco di un bonifico in USD da parte di una banca corrispondente è un rischio reale anche senza un obbligo formale.
Che differenza c’è tra la lista SDN e le liste settoriali OFAC (SSI)?
La lista SDN blocca il soggetto integralmente — nessuna operazione con esso è consentita senza una licenza OFAC. Le liste settoriali (SSI — Sectoral Sanctions Identifications) limitano soltanto determinate categorie di operazioni con un dato soggetto — ad es. il divieto di nuovi prestiti oltre i 30 giorni, il divieto di operazioni sul mercato dei capitali. I soggetti delle liste SSI possono essere parte di normali operazioni commerciali, purché non riguardino le categorie vietate.
Cosa significa «US nexus» e come verifico se la mia impresa lo ha?
US nexus è qualsiasi collegamento della tua impresa con gli Stati Uniti: una filiale o una controllata negli USA, soci o dipendenti che siano cittadini o residenti USA, operazioni regolate tramite banche negli USA, beni o tecnologie di origine statunitense (U.S.-origin goods), software in licenza USA riesportato. Persino l’uso di alcune piattaforme cloud può creare un US nexus ai sensi della normativa USA in materia di esportazioni.
Devo verificare i clienti nell’OFAC a ogni operazione?
Se la tua impresa regola regolarmente i pagamenti in USD o ha controparti con esposizione agli USA — sì, la verifica a ogni operazione rilevante è una buona prassi. L’approccio minimo è la verifica all’onboarding di una nuova controparte e a ogni nuovo contratto, più una revisione periodica del database delle controparti esistenti (trimestrale). La lista SDN è aggiornata in tempo reale — un soggetto CLEAR oggi può domani trovarsi in lista.
Cosa rischia un’impresa italiana per un’operazione con un soggetto della lista SDN?
La responsabilità diretta verso l’OFAC riguarda i soggetti con US nexus. Per un’impresa italiana senza US nexus le sanzioni OFAC dirette non si applicano. I rischi reali sono: il blocco del bonifico in USD da parte della banca corrispondente, la risoluzione del contratto da parte del partner estero, il rifiuto del servizio da parte della banca (la due diligence della banca può chiudere il rapporto) e, nei casi estremi, l’iscrizione della tua impresa sulla lista SDN per effetto del meccanismo delle sanzioni secondarie. A ciò si aggiunge, sul piano nazionale, la sanzione amministrativa per la violazione del congelamento da 5.000 a 500.000 euro (art. 13 d.lgs. 109/2007)9 qualora il soggetto figuri anche nella lista consolidata UE.
Con quale frequenza devo aggiornare i dati della lista OFAC?
L’OFAC aggiorna la lista SDN in tempo reale. Nella verifica manuale scarica la versione aggiornata del file da ofac.treasury.gov il giorno di ogni verifica — un file vecchio non è attendibile. Con un sistema di screening automatico, assicurati che il fornitore aggiorni i dati almeno una volta al giorno.1
Come può aiutarti Sanqto
La verifica manuale della lista OFAC SDN, della lista consolidata UE3 e della lista ONU12 a ogni operazione è possibile, ma laboriosa e soggetta a errori umani — soprattutto nella verifica di alias, traslitterazioni e strutture proprietarie. Sanqto automatizza questo processo: il software acquisisce i dati aggiornati dalla DG FISMA,3 dall’OFAC1 e dalle altre fonti, li consolida in un unico database e restituisce un esito in tre stati — MATCH, POSSIBLE o CLEAR. Funziona on-premise, quindi i dati delle tue controparti non lasciano l’infrastruttura della tua impresa. Il tempo di risposta a un’interrogazione è inferiore a 30 ms. Nel pacchetto di implementazione trovi la politica sulle sanzioni, il registro delle corrispondenze e l’istruzione operativa — documenti che serviranno in caso di controllo della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).10
Se operi in un settore che incontra particolarmente spesso il rischio OFAC — ad es. nel turismo con clienti extra-UE o nelle assicurazioni con controparti dell’Est — consulta le pagine di settore: agenzie di viaggio e OTA, agenzie assicurative.
Per saperne di più su se la tua impresa ha in generale l’obbligo di sanction screening, leggi l’articolo la mia impresa deve fare sanction screening.
Base giuridica
- OFAC Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN) — U.S. Department of the Treasury — ofac.treasury.gov
- OFAC Sanctions List Search — sanctionssearch.ofac.treas.gov
- Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio del 17 marzo 2014 concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina — CELEX 32014R0269
- Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio del 31 luglio 2014 concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina — CELEX 32014R0833
- Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 — Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale (atto cardine del congelamento di fondi e risorse economiche; art. 13 disciplina le sanzioni amministrative) — normattiva
- EU Financial Sanctions Database (DG FISMA) — webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf
- EU Sanctions Map — sanctionsmap.eu
- Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presso il MEF — coordina l’attuazione delle misure di congelamento in Italia (art. 3 d.lgs. 109/2007); l’Italia non tiene una lista sanzionatoria nazionale autonoma e applica la lista consolidata UE — dt.mef.gov.it
- Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 — normativa antiriciclaggio (AML); istituisce l’UIF presso la Banca d’Italia — Banca d’Italia
Footnotes
Informazione, non consulenza legale. Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale. La valutazione giuridica del singolo caso va effettuata con un avvocato esperto in diritto delle sanzioni internazionali e del commercio estero. Stato del diritto: 2026-05-20.
OFAC Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN List) — U.S. Department of the Treasury, Office of Foreign Assets Control. Sito ufficiale della lista e del motore di ricerca Sanctions List Search: ofac.treasury.gov/specially-designated-nationals-and-blocked-persons-list-sdn-human-readable-lists. Motore di ricerca: sanctionssearch.ofac.treas.gov. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎
EU Financial Sanctions Database (FSD) gestita dalla DG FISMA, Commissione europea. Hub: finance.ec.europa.eu/eu-and-world/sanctions-restrictive-measures_en; endpoint FSD: webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf. Status: verified. ↩︎ ↩︎
DG FISMA (Direzione generale per la Stabilità finanziaria, i Servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali) — organo della Commissione europea responsabile della politica delle sanzioni finanziarie dell’UE e della gestione della Consolidated List. Fonte: finance.ec.europa.eu/eu-and-world/sanctions-restrictive-measures_en. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎
Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio, del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Testo canonico su EUR-Lex — CELEX 32014R0269. Status: verified. ↩︎
Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina. Fonte: DG FISMA — finance.ec.europa.eu; EUR-Lex — CELEX 32014R0833. Status: verified. ↩︎
Un regolamento UE è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri (TFUE art. 288), senza necessità di recepimento nel diritto nazionale. Fonte: EUR-Lex — eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/regulation-eu-legal-act.html. Citazione: «Un regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.» Status: verified. ↩︎
Regola della proprietà/controllo (ownership/control rule) — le sanzioni UE colpiscono le entità in cui un soggetto designato detiene oltre il 50% dei diritti di proprietà o che esso controlla. Fonte: DG FISMA FAQ — finance.ec.europa.eu. Citazione: «An entity is considered as ‘owned’ by a sanctioned person if the latter owns more than 50% of its proprietary rights.» Status: verified. ↩︎ ↩︎
EU Sanctions Map — strumento interattivo per la consultazione dei pacchetti e dei destinatari delle sanzioni UE. URL: sanctionsmap.eu. Status: verified. ↩︎
Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, art. 13: «Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione delle disposizioni di cui all’articolo 5, commi 1, 2, 4 e 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 500.000 euro.» Sanzione amministrativa per la violazione degli obblighi di congelamento dei fondi e delle risorse economiche dei soggetti designati. Fonte: normattiva art. 13, MEF/DT testo consolidato. Status: verified. ↩︎ ↩︎
Guardia di Finanza — polizia economico-finanziaria; conduce indagini e controlli in materia di violazioni delle misure restrittive, riciclaggio e finanziamento del terrorismo. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) controlla il traffico merci alla frontiera ed esegue l’enforcement degli embarghi commerciali. Fonti: gdf.gov.it, adm.gov.it. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎
UIF — Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, la Financial Intelligence Unit nazionale istituita presso la Banca d’Italia, che riceve le segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Base: decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (normativa antiriciclaggio). Fonte: uif.bancaditalia.it, Banca d’Italia. Status: verified. ↩︎
In Italia non esiste una lista sanzionatoria nazionale autonoma: si applicano la lista consolidata UE (reg. 269/2014, 833/2014, 765/2006), la lista ONU e, per i punti di contatto con gli USA, la OFAC SDN List. Il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presso il MEF coordina l’attuazione delle misure di congelamento (art. 3 d.lgs. 109/2007). Lista consolidata ONU: un.org. CSF: dt.mef.gov.it. Status: verified. ↩︎