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Lista delle sanzioni UE — guida pratica per le imprese

Che cos'è la lista delle sanzioni UE, chi la gestisce, dove trovarla e come verificare una controparte. Guida pratica per le imprese al di fuori del settore finanziario.

Pubblicato: · Sanqto Team · 22 min di lettura
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Schermata con il database EU Financial Sanctions Files — guida alla lista delle sanzioni UE per le imprese

La lista delle sanzioni UE — formalmente chiamata lista consolidata dell’Unione o EU Consolidated List — è l’elenco ufficiale delle persone, delle imprese e delle organizzazioni soggette alle misure restrittive adottate dall’Unione europea. Non è una questione che riguarda solo banche o studi legali: i regolamenti UE su cui si fonda questa lista vincolano ogni impresa e ogni operatore economico nel territorio dell’UE — direttamente, senza alcun ulteriore recepimento da parte del Parlamento nazionale.1 Se gestisci un’agenzia di viaggi, affitti immobili, vendi beni online o offri servizi assicurativi, questa lista ti riguarda.

Stato del diritto: 20 maggio 2026.


TL;DR — i punti principali in cinque righe

  • Che cos’è — la lista consolidata UE (EU Consolidated List / Financial Sanctions Files) è un unico file che riunisce tutti i regimi sanzionatori europei: Russia, Bielorussia, Iran, Corea del Nord e oltre trenta altri. È gestita dalla Commissione europea tramite la Direzione generale DG FISMA.2
  • Base giuridica — tra gli altri, il regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio3 e il regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio4; i regolamenti UE si applicano senza recepimento.1
  • Dove cercare — il database Financial Sanctions Files (FSD) all’indirizzo webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf (XML/CSV) e la EU Sanctions Map all’indirizzo sanctionsmap.eu.56
  • Con quale frequenza viene aggiornata — molto spesso, in pratica dopo ogni pacchetto di sanzioni; la lista non è un documento statico — richiede un monitoraggio continuo.
  • Regola del 50% — le sanzioni colpiscono non solo i soggetti iscritti nella lista, ma anche le imprese in cui un soggetto designato detiene oltre il 50% delle quote o esercita il controllo.7

Che cos’è la lista consolidata UE e chi la gestisce

La lista consolidata delle sanzioni UE — nella denominazione ufficiale EU Consolidated List o Financial Sanctions Files (FSF/FSD) — è un database centrale che raccoglie in un unico luogo tutte le voci di tutti i regimi sanzionatori europei in vigore. Ogni regime sanzionatorio (relativo, ad esempio, a Russia, Bielorussia, Iran o Corea del Nord) ha un proprio regolamento con un allegato che contiene nomi di persone e denominazioni di imprese specifiche. La lista consolidata unisce questi allegati in un unico file, facilitando la ricerca.

La lista è gestita e pubblicata dalla DG FISMA — la Direzione generale per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, una struttura della Commissione europea.2 È la DG FISMA a essere responsabile della politica delle sanzioni finanziarie dell’UE e ad aggiornare il database consolidato ogni volta che entra in vigore un nuovo pacchetto o una modifica delle designazioni. Le decisioni di inserire o cancellare i soggetti spettano invece al Consiglio dell’Unione europea — l’organo composto dai ministri degli Stati membri — sulla base dei regolamenti e delle decisioni adottati nell’ambito della Politica estera e di sicurezza comune.

Una distinzione importante: la DG FISMA è l’amministratore e l’editore della lista, ma è il Consiglio dell’UE a legiferare. L’effetto pratico è che la lista consolidata viene pubblicata dalla Commissione, ma il suo contenuto deriva dai regolamenti adottati dal Consiglio — e sono i regolamenti ad avere forza vincolante, non la lista in quanto file scaricabile.


Base giuridica della lista UE

La lista delle sanzioni dell’Unione non ha un’unica base giuridica — è il risultato di una pluralità di regolamenti, ciascuno relativo a un distinto regime sanzionatorio e a uno specifico contesto geografico. I due regolamenti che le imprese italiane dovrebbero conoscere per primi sono:

Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio, del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.3 È il regolamento “personale” — il suo Allegato I contiene l’elenco delle persone fisiche e delle entità specifiche soggette al congelamento dei beni e al divieto di mettere a disposizione fondi e risorse economiche. Viene aggiornato a ogni nuovo pacchetto di sanzioni.

Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina.4 È il regolamento “settoriale” — limita esportazioni, importazioni e servizi in determinati settori, a prescindere da chi sia la controparte della transazione. Le sanzioni settoriali non si basano su un elenco di nomi, bensì su codici merceologici e categorie di servizi.

Per la Bielorussia svolge un ruolo analogo il regolamento (CE) n. 765/2006 del Consiglio, del 18 maggio 2006.8 Esistono inoltre svariati altri regimi sanzionatori relativi a Iran, Corea del Nord, Siria, Mali, Myanmar e altri ancora — ciascuno fondato su un regolamento distinto.

Un fatto fondamentale: i regolamenti UE sono direttamente applicabili in ogni Stato membro senza necessità di recepimento da parte dei parlamenti nazionali.1 Ciò significa che le imprese italiane sono soggette a queste norme dal momento della loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE — senza alcuna legge nazionale aggiuntiva e senza alcuna vacatio legis legata a un recepimento interno. È il fondamento dell’intero sistema: qui il diritto dell’Unione agisce in modo più rapido e ampio del diritto nazionale.

A livello nazionale, in Italia il quadro è completato dal decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, recante misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale.9 Questo decreto non recepisce i regolamenti UE — che non necessitano di recepimento — ma disciplina in Italia l’attuazione delle misure di congelamento dei fondi e delle risorse economiche (art. 5)10 e istituisce presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), l’organo che coordina l’attuazione delle misure adottate da ONU, UE e a livello nazionale.11


Lista consolidata e EU Sanctions Map — la differenza

Molti confondono due strumenti: la lista consolidata (Financial Sanctions Files) e la EU Sanctions Map (sanctionsmap.eu). Sono due prodotti diversi, con finalità diverse.

StrumentoChe cos’èA cosa serveFormato dei dati
EU Financial Sanctions Files (FSD)Database (file da scaricare)Verifica automatica delle controparti, integrazione con i sistemi ITXML, CSV
EU Sanctions MapMappa / motore di ricerca interattivoConsultazione dei regimi sanzionatori, formazione, verifica manuale di una singola personaInterfaccia web

EU Financial Sanctions Files (FSD)5 — è la vera lista consolidata delle sanzioni UE, sotto forma di file da scaricare. È disponibile all’indirizzo webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf, gestita dalla DG FISMA.2 Contiene i dati completi di tutti i soggetti colpiti dalle sanzioni UE: nomi e denominazioni di imprese, alias, date di nascita, numeri identificativi, basi giuridiche delle iscrizioni, date di inserimento. È proprio questo file a dover costituire la base dello screening automatico nel tuo sistema.

EU Sanctions Map6 — è uno strumento di consultazione disponibile all’indirizzo sanctionsmap.eu. Permette di vedere quali regimi sanzionatori si applicano a un determinato Paese, di cliccare sulla mappa dell’Europa e del mondo e di osservare i collegamenti tra i pacchetti. È utile quando vuoi comprendere la struttura delle sanzioni UE o verificare una tantum una persona specifica senza dover scaricare il file XML. Non sostituisce però uno screening sistematico — non è uno strumento di integrazione con i sistemi IT e non dispone di un fuzzy matching avanzato che tenga conto di alias e traslitterazioni.

La differenza è quindi sostanziale: l’FSD è il dato grezzo per i sistemi di compliance, la EU Sanctions Map è un’interfaccia divulgativa e di consultazione per le persone. In pratica, se svolgi uno screening sanzionatorio regolare hai bisogno dell’FSD (o di uno strumento che lo scarica automaticamente). Considera la Sanctions Map come un punto di ingresso quando vuoi imparare qualcosa su uno specifico regime sanzionatorio.


Come trovare e consultare la lista UE — passo per passo

Verificare una controparte nella lista delle sanzioni UE non è complicato, se sai dove cercare. Ecco come farlo in pratica.

Passo 1: scegli la fonte dei dati. Hai due opzioni: scaricare il file FSD direttamente dal server della DG FISMA oppure usare il motore di ricerca della EU Sanctions Map. Per una verifica una tantum puoi iniziare dalla EU Sanctions Map6 — vai su sanctionsmap.eu, seleziona la ricerca dei soggetti e inserisci il nome o la denominazione. Per uno screening regolare della base clienti, scarica il file XML o CSV dalla pagina webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf.5

Passo 2: scarica la versione aggiornata del file. Il file FSD viene aggiornato dalla DG FISMA2 a ogni modifica della lista. La data di aggiornamento è indicata accanto al file. Assicurati di scaricare la versione più recente — una lista di una settimana fa potrebbe non contenere le voci aggiunte nell’ultimo pacchetto di sanzioni.

Passo 3: cerca la denominazione completa o il nome e cognome per esteso. Non abbreviare. Se cerchi l’impresa “Ромашка ООО”, cerca sia la traslitterazione in caratteri latini (ad esempio “Romashka”) sia la versione originale. Le liste UE contengono voci in diverse versioni linguistiche e in diversi sistemi di scrittura.5

Passo 4: controlla alias e denominazioni precedenti. Ogni voce dell’FSD contiene un campo “alias” — denominazioni precedenti, traslitterazioni, abbreviazioni. Una persona può figurare contemporaneamente come “Ivanov”, “Iwanow” e “Ivanoff”. Un’impresa può avere due denominazioni: una italiana e una russa. La verifica manuale di numerose varianti è laboriosa — gli strumenti automatici con fuzzy matching la svolgono in modo più rapido e accurato.

Passo 5: verifica gli identificativi, non solo i nomi. Il solo nome e cognome non basta. La lista contiene date di nascita, numeri di passaporto, equivalenti del codice fiscale nei Paesi di registrazione, indirizzi delle sedi. In caso di corrispondenza positiva o dubbia del nome, confronta sempre almeno due identificativi aggiuntivi.

Passo 6: annota la data e l’esito della verifica. La documentazione è la prova della dovuta diligenza. Registra: la data della verifica, la versione della lista (ad esempio “FSD scaricato il 2026-05-20”), l’esito (nessuna corrispondenza / dubbia / corrispondenza confermata) e il nome della persona che ha effettuato la verifica. Questa registrazione sarà determinante in un eventuale controllo da parte degli organi competenti.12


Come verificare una controparte nella lista UE

Verificare una controparte richiede qualcosa in più del semplice inserimento di un nome nel motore di ricerca. Ecco i quattro elementi che determinano la qualità della verifica.

Confronto degli identificativi

Ogni voce della lista consolidata UE contiene una serie di identificativi che permettono di stabilire in modo univoco l’identità del soggetto: data e luogo di nascita (per le persone fisiche), numero di passaporto o di documento d’identità, equivalenti del codice fiscale nazionale, indirizzo della sede (per le imprese), numero di iscrizione nel registro nazionale. Una buona verifica consiste nel confrontare almeno due di questi identificativi con i dati in tuo possesso sulla controparte — il solo nome e cognome genera troppi falsi positivi con i cognomi russi o ucraini più diffusi.

Alias e traslitterazioni

La traslitterazione dal cirillico ai caratteri latini non è standardizzata — la stessa persona può essere scritta in decine di modi diversi a seconda del Paese che ha emesso il documento. Le liste di sanzioni contengono un campo “alias” che comprende le varianti note di grafia, gli pseudonimi commerciali utilizzati e i cognomi precedenti. La verifica manuale di tutte le varianti è soggetta a omissioni. Un buon sistema di screening applica il fuzzy matching — un algoritmo che tollera le differenze di grafia e confronta la somiglianza fonetica dei nomi. Come scomporre una singola voce nei suoi elementi lo mostriamo nell’articolo su come leggere una voce della lista delle sanzioni.

Regola della proprietà superiore al 50%

Le sanzioni UE applicano il principio della cosiddetta ownership rule: un soggetto è colpito dalle misure restrittive se una persona o un’impresa presente nella lista delle sanzioni detiene oltre il 50% delle sue quote o esercita su di esso il controllo in altro modo.7 Ciò significa che devi verificare non solo la controparte in sé, ma anche i suoi titolari effettivi (UBO — Ultimate Beneficial Owner). Un’impresa registrata in Italia può avere un proprietario russo presente nella lista — e in tal caso la transazione con quell’impresa è soggetta a divieto, anche se l’impresa stessa non figura nella lista sotto la propria denominazione.

Le strutture holding e le catene di proprietà a più livelli tramite società registrate a Cipro, a Malta, negli Emirati o in un altro Paese terzo sono una tecnica standard per mascherare i proprietari sanzionati. La verifica del titolare effettivo va oltre il semplice controllo della lista — richiede di accedere ai registri delle imprese nazionali.

Esito della verifica a tre stati

Uno screening professionale non restituisce un esito binario SÌ/NO. Applica tre stati:

  • MATCH — i dati della controparte corrispondono in modo univoco a una voce della lista (almeno due identificativi confermati). La transazione deve essere sospesa, i fondi congelati, il caso segnalato all’organo competente.
  • POSSIBLE — c’è una somiglianza del nome o di alcuni dati, ma manca la conferma tramite identificativi. È richiesta una verifica manuale e una decisione documentata.
  • CLEAR — nessuna corrispondenza. La transazione può proseguire, ma l’esito della verifica va conservato nel registro.

Con quale frequenza viene aggiornata la lista

La lista consolidata UE non è un documento statico pubblicato una volta all’anno. Viene aggiornata dalla DG FISMA2 ogni volta che il Consiglio dell’UE adotta un nuovo regolamento o introduce una modifica a un pacchetto esistente — e ciò accade regolarmente. Oltre ai pacchetti di sanzioni completi, vi sono decisioni puntuali che aggiungono o cancellano singole voci.

L’implicazione pratica per la tua impresa è semplice: scaricare la lista una volta sola e utilizzarla per diversi mesi è un errore di compliance. La lista deve essere aggiornata regolarmente — come standard minimo una volta alla settimana e, con un numero elevato di controparti o un rischio settoriale alto, più di frequente. È altrettanto importante riverificare le controparti abituali dopo ogni aggiornamento della lista: una persona che la scorsa settimana risultava CLEAR può comparire nella lista oggi. Approfondiamo il tema nell’articolo sugli aggiornamenti delle liste di sanzioni.

Per le imprese che vogliono automatizzare questo processo, la DG FISMA mette a disposizione l’FSD nei formati XML e CSV.5 Il download e l’elaborazione del file possono essere automatizzati — non c’è bisogno di una verifica manuale ogni volta.


La lista UE, la lista ONU, OFAC e le altre liste

La lista consolidata UE non è l’unica lista che un’impresa italiana dovrebbe prendere in considerazione. In parallelo si applicano diversi altri registri, con ambiti e forza vincolante differenti.

In Italia non esiste una lista sanzionatoria nazionale autonoma. A differenza di altri Paesi, l’Italia non tiene un proprio elenco distinto: si applicano la lista consolidata UE, la lista ONU e — per i punti di contatto con gli Stati Uniti — la OFAC SDN List.13 L’attuazione interna delle misure di congelamento è coordinata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.11

Lista ONU (UN Security Council Consolidated List)14 — gestita dai Comitati per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, disponibile all’indirizzo un.org/securitycouncil/content/un-sc-consolidated-list. Per un’impresa italiana è fondamentale il fatto che le sanzioni dell’ONU entrano nell’ordinamento interno attraverso i regolamenti UE — l’UE attua le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza come propri atti giuridici.1 Consultando la lista consolidata UE verifichi indirettamente la lista ONU. Una verifica separata della lista ONU ha senso soprattutto per i contratti con partner al di fuori dell’UE.

Lista OFAC SDN (USA)15 — gestita dallo U.S. Office of Foreign Assets Control, disponibile all’indirizzo ofac.treasury.gov. Formalmente vincola le “U.S. persons” — persone ed entità collegate agli Stati Uniti. Riguarda indirettamente un’impresa italiana se regola le transazioni in dollari (il clearing in USD passa attraverso le banche statunitensi), ha controparti o titolari effettivi statunitensi, esporta beni con componenti di origine americana o ha una controllata negli Stati Uniti.

Lista UK OFSI16 — gestita dall’Office of Financial Sanctions Implementation presso l’HM Treasury, disponibile all’indirizzo gov.uk/government/publications/financial-sanctions-consolidated-list-of-targets. È rilevante se la tua impresa ha un qualsiasi punto di contatto con il Regno Unito — una filiale, clienti britannici, pagamenti in sterline o contratti con una clausola di sanzioni regolata dal diritto inglese.

Un confronto dettagliato di tutte e quattro le liste principali — UE, ONU, OFAC e nazionale — lo trovi nell’articolo liste di sanzioni UE, ONU, OFAC — guida. La questione se la tua impresa abbia in generale l’obbligo di svolgere lo screening sanzionatorio è invece trattata nell’articolo la mia impresa deve svolgere il sanction screening?.


FAQ — domande frequenti

Che cos’è esattamente la EU Consolidated List?

È un unico database consolidato che contiene le voci di tutti i regimi sanzionatori europei in vigore. È gestito dalla DG FISMA — la Direzione generale della Commissione europea — e pubblicato in formato XML e CSV all’indirizzo webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf.5 Ha sostituito la necessità di consultare separatamente ogni regolamento e i relativi allegati — tutte le voci si trovano in un unico luogo.

La lista delle sanzioni UE vincola la mia impresa, anche se non sono una banca?

Sì. I regolamenti UE in cui è incardinata la lista delle sanzioni sono atti giuridici direttamente applicabili in ogni Stato membro — senza eccezioni per settore, comparto o dimensione dell’impresa.1 Le banche e gli istituti finanziari hanno obblighi aggiuntivi derivanti dalla normativa antiriciclaggio17, ma ciò non significa che le altre imprese siano esonerate dal rispettare i regolamenti sulle sanzioni. In Italia la violazione degli obblighi di congelamento è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro10 e, nei casi più gravi, con sanzioni penali.

Qual è la differenza tra la EU Consolidated List e la EU Sanctions Map?

La EU Consolidated List (FSD) è un file di dati — un database da scaricare e integrare con i sistemi IT.5 La EU Sanctions Map6 è un motore di ricerca interattivo di consultazione, utile per la formazione e per una verifica una tantum. Per uno screening regolare delle controparti hai bisogno dell’FSD, non della Sanctions Map.

Con quale frequenza devo aggiornare la lista delle sanzioni UE?

Come minimo una volta alla settimana. La lista viene aggiornata dalla DG FISMA2 dopo ogni modifica — pacchetto di sanzioni o inserimento puntuale — e le modifiche avvengono regolarmente. Una controparte abituale che la scorsa settimana risultava pulita può figurare oggi nella lista. Il download automatico del file FSD aggiornato elimina il rischio di operare su dati non aggiornati.

Che cos’è la regola del 50% e come si applica?

La regola della proprietà (ownership rule) significa che le sanzioni UE colpiscono automaticamente i soggetti in cui una persona o un’impresa presente nella lista delle sanzioni detiene oltre il 50% delle quote o esercita su di essi il controllo.7 In pratica: se la tua controparte ha un socio russo presente nella lista che possiede il 60% delle azioni, anche quell’impresa è soggetta a sanzioni — pur non figurando nella lista sotto la propria denominazione. La verifica del titolare effettivo (UBO) è indispensabile.

In che modo la lista UE si differenzia dall’attuazione nazionale in Italia?

La lista UE vincola tutte le imprese di tutti gli Stati membri dell’UE ed è il risultato delle decisioni del Consiglio dell’UE.2 L’Italia non tiene una lista sanzionatoria nazionale autonoma: applica direttamente la lista consolidata UE, mentre il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze coordina l’attuazione interna delle misure di congelamento.11 In pratica, per un’impresa italiana il riferimento principale è la lista consolidata UE, integrata dalla lista ONU e, ove rilevante, dalla OFAC SDN List.


Cosa fare concretamente — elenco dei passi

  1. Stabilisci che l’obbligo riguarda la tua impresa. Se eserciti un’attività nel territorio dell’UE, sei soggetto ai regolamenti sulle sanzioni.1 Non c’è esenzione per le PMI, per le imprese individuali né per determinati settori al di fuori della finanza.

  2. Scarica la lista consolidata UE aggiornata. Vai su webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf e scarica il file XML o CSV.5 Controlla la data del file — conta esclusivamente la versione più recente.

  3. Consulta anche la lista ONU e, ove rilevante, la OFAC SDN List. L’Italia non tiene una lista nazionale autonoma13, ma per i contratti con partner extra-UE o con punti di contatto statunitensi questi elenchi vanno verificati separatamente.

  4. Verifica ogni nuova controparte prima della prima transazione. Controlla la denominazione/il nome per esteso e gli alias. Confronta due identificativi — data di nascita, numero di passaporto o codice fiscale. Annota l’esito e la data.

  5. Verifica il titolare effettivo (UBO) della controparte. Se il soggetto ha soci di Paesi ad alto rischio (Russia, Bielorussia, Iran, Corea del Nord), verifica la struttura proprietaria. La regola del 50% significa che non puoi commerciare nemmeno con una controparte avente un collegamento sanzionatorio indiretto.7

  6. Definisci un ciclo di aggiornamento delle liste. Come minimo una volta alla settimana scarica la nuova versione dell’FSD. Con una base clienti ampia, più di frequente. A ogni aggiornamento riverifica le controparti abituali.

  7. Tieni un registro delle verifiche. Per ogni verifica registra: data, versione della lista, dati della controparte, esito (CLEAR / POSSIBLE / MATCH), nome della persona responsabile. Il registro delle corrispondenze è la tua prova di dovuta diligenza in caso di controllo.12

  8. Elabora una procedura per il caso di una corrispondenza. Prima di ricevere un MATCH, stabilisci cosa fare: chi decide, quando congeli i fondi, a chi segnali il caso (UIF presso la Banca d’Italia18 o l’organo competente, a seconda del contesto). La procedura deve essere redatta in anticipo, non improvvisata durante l’incidente.


Come può aiutarti Sanqto

Scaricare e consultare manualmente la lista UE, la lista ONU ed eventualmente la lista OFAC a ogni transazione è un compito laborioso e soggetto a errori — soprattutto quando la base delle controparti conta centinaia o migliaia di soggetti. Sanqto automatizza l’intero processo: il software funziona on-premise, nell’infrastruttura della tua impresa, così i dati dei clienti non lasciano mai la tua rete. Gli esiti della verifica vengono restituiti nel modello a tre stati MATCH / POSSIBLE / CLEAR. Le liste sono aggiornate automaticamente — compresa la lista consolidata UE della DG FISMA.2 Nel pacchetto di implementazione ricevi documenti di compliance pronti all’uso: la politica sulle sanzioni, il registro delle corrispondenze, l’istruzione operativa e i modelli di lettere — esattamente ciò di cui avrai bisogno durante un controllo.

Se operi in settori in cui l’obbligo di sanction screening viene più spesso ignorato, consulta le pagine dedicate al tuo settore: turismo e agenzie di viaggio o assicurazioni. Una panoramica generale di che cos’è una lista di sanzioni e di come funziona l’intero sistema la trovi nell’articolo che cos’è una lista di sanzioni e perché riguarda la tua impresa.


Base giuridica

  • Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio, del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina — CELEX 32014R0269
  • Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina — CELEX 32014R0833
  • Regolamento (CE) n. 765/2006 del Consiglio, del 18 maggio 2006, concernente misure restrittive nei confronti della Bielorussia — CELEX 32006R0765
  • Direttiva (UE) 2024/1226 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione — CELEX 32024L1226
  • Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 — misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale — normattiva
  • Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 — normativa antiriciclaggio (AML) — Banca d’Italia
  • EU Financial Sanctions Database (FSD) — DG FISMA, Commissione europea — webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf
  • EU Sanctions Map — sanctionsmap.eu
  • Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) — MEF, Dipartimento del Tesoro — dt.mef.gov.it
  • UN Security Council Consolidated List — un.org/securitycouncil/content/un-sc-consolidated-list
  • OFAC Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN) — ofac.treasury.gov
  • UK OFSI Consolidated List of Financial Sanctions Targets — gov.uk/government/publications/financial-sanctions-consolidated-list-of-targets

Footnotes


Informazione, non consulenza legale. Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale. La valutazione giuridica del singolo caso va effettuata con un avvocato esperto in diritto delle sanzioni internazionali e del commercio estero. Stato del diritto: 20 maggio 2026.


  1. Un regolamento UE è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri (TFUE art. 288), senza necessità di recepimento nel diritto nazionale. Fonte: EUR-Lex — eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/regulation-eu-legal-act.html. Citazione: „A regulation is binding in its entirety and directly applicable in all Member States." Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  2. DG FISMA (Direzione generale per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali) — struttura della Commissione europea responsabile della politica delle sanzioni finanziarie dell’UE e della gestione della Consolidated List. Fonte: finance.ec.europa.eu/eu-and-world/sanctions-restrictive-measures_en. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  3. Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio, del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina — congelamento di fondi e risorse economiche; divieto di metterli a disposizione (art. 2); elenco in Allegato I. EUR-Lex — CELEX 32014R0269. Status: verified. ↩︎ ↩︎

  4. Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina — sanzioni settoriali e commerciali. Fonte: DG FISMA — finance.ec.europa.eu; EUR-Lex — CELEX 32014R0833. Status: verified. ↩︎ ↩︎

  5. EU Financial Sanctions Database (FSD) gestito dalla DG FISMA, Commissione europea. Hub: finance.ec.europa.eu/eu-and-world/sanctions-restrictive-measures_en; endpoint FSD: webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  6. EU Sanctions Map — strumento interattivo per la consultazione dei pacchetti e dei destinatari delle sanzioni UE. URL: sanctionsmap.eu. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  7. Regola della proprietà/controllo (ownership/control rule) — le sanzioni UE colpiscono anche le entità in cui un soggetto designato detiene oltre il 50% dei diritti di proprietà o che esso controlla. Fonte: DG FISMA FAQ — finance.ec.europa.eu. Citazione: „An entity is considered as ‘owned’ by a sanctioned person if the latter owns more than 50% of its proprietary rights." Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  8. Regolamento (CE) n. 765/2006 del Consiglio, del 18 maggio 2006, concernente misure restrittive nei confronti della Bielorussia. EUR-Lex — CELEX 32006R0765. Status: verified. ↩︎

  9. Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 — misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale; atto cardine del congelamento di fondi e risorse economiche in Italia. Normattiva — d.lgs. 109/2007. Status: verified. ↩︎

  10. Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, art. 5 — obblighi di congelamento dei fondi e delle risorse economiche e divieto di metterli a disposizione dei soggetti designati; art. 13 — la violazione dell’art. 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato. Normattiva — d.lgs. 109/2007, art. 13; MEF/DT testo consolidato — dt.mef.gov.it. Status: verified. ↩︎ ↩︎

  11. Decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, art. 3 — istituisce presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), presieduto dal Direttore generale del Tesoro, per l’attuazione delle misure di congelamento adottate da ONU, UE e a livello nazionale. Normattiva — d.lgs. 109/2007; MEF/DT — dt.mef.gov.it. Status: verified. ↩︎ ↩︎ ↩︎

  12. In Italia l’attuazione e il monitoraggio delle misure di congelamento sono coordinati dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (art. 3 d.lgs. 109/2007); i controlli e l’enforcement coinvolgono Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Fonte: MEF/DT — dt.mef.gov.it. Status: verified. ↩︎ ↩︎

  13. In Italia non esiste una lista sanzionatoria nazionale autonoma: si applicano la lista consolidata UE (reg. 269/2014, 833/2014, 765/2006), la lista ONU e, per i punti di contatto con gli USA, la OFAC SDN List. Fonte: Commissione UE — webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf; normattiva — d.lgs. 109/2007. Status: verified. ↩︎ ↩︎

  14. UN Security Council Consolidated List — elenco di persone ed entità soggette alle misure del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, gestito dai Comitati per le sanzioni. URL: un.org/securitycouncil/content/un-sc-consolidated-list. Status: verified. ↩︎

  15. OFAC Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN List) — U.S. Department of the Treasury. URL: ofac.treasury.gov/specially-designated-nationals-and-blocked-persons-list-sdn-human-readable-lists. Status: verified. ↩︎

  16. UK OFSI Consolidated List of Financial Sanctions Targets — HM Treasury. URL: gov.uk/government/publications/financial-sanctions-consolidated-list-of-targets. Status: verified. ↩︎

  17. Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 — normativa antiriciclaggio (AML); art. 3 definisce i destinatari degli obblighi; istituisce/disciplina l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) presso la Banca d’Italia. Banca d’Italia — bancaditalia.it. Status: verified. ↩︎

  18. Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) — struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, istituita presso la Banca d’Italia, che riceve le segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Base: d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231. Fonte: uif.bancaditalia.it. Status: verified. ↩︎